2010-04-09
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BREVE RELAZIONE SUI LAVORI SVOLTI
Caratteristiche generali dell’intervento
L’opera descritta di seguito consiste nella ristrutturazione e nell’ampliamento della cascina storica detta “della Corte di sopra”, che si trova nella frazione di Castel Cerreto a Treviglio. Si tratta di un tipico edificio rurale con forma ad elle, che si articola su due lati di una corte rettangolare. La parte più caratteristica è costituita dal corpo di fabbrica maggiore con l’ampio loggiato che si affaccia sulla corte verso sud.
L’intervento prevede la realizzazione di 21 appartamenti da destinare ad housing sociale e la sistemazione della corte interna con la valorizzazione dell’aia come spazio di relazione, un tempo destinato alle attività produttive.
I lavori sono cominciati ad aprile del 2008 e attualmente sono in via di ultimazione le opere strutturali e si sta procedendo alla posa degli impianti.
L’approccio conservativo
Il progetto per il recupero della cascina segue un approccio conservativo dell’esistente. Si ritiene infatti che l’anima di un’architettura rurale storica come questa stia nei materiali originari e nella patina che su di essi si è depositata nei secoli. Sia il progetto che la fase realizzativa sono quindi volte alla conservazione e al rispetto dei materiali, delle tecniche e delle patine dell’edificio originario, compatibilmente con i nuovi requisiti funzionali.
Gli elementi architettonici irrecuperabili sono stati sostituiti con elementi simili di recupero. Dove ciò non è stato possibile, gli elementi originari sono stati sostituiti con elementi nuovi. Questi ultimi sono stati mantenuti comunque riconoscibili, al fine di rispettare l’autenticità di ciò che è invece originario della cascina.
Le opere eseguite
Di seguito verranno descritte le opere finora eseguite che sono principalmente di natura strutturale e che hanno interessato sia la parte esistente in ristrutturazione, che l’ampliamento di nuova costruzione.
Le fondazioni
L’opera più impegnativa e delicata è stata quella che ha interessato le fondazioni. Ciò in quanto, oltre alla necessità di consolidare le fondazioni originarie, come normalmente avviene, c’era anche la necessità di isolare le murature dall’umidità del terreno. Quest’ultima infatti, compromette fortemente sia l’estetica dell’edificio che la salubrità degli ambienti interni.
Il problema è stato affrontato alla radice separando completamente le murature portanti dal terreno umido mediante la posa di una guaina impermeabile. In estrema sintesi, si può dire che è stata realizzata una nuova fondazione continua in calcestruzzo armato, interponendo tra questa e la muratura portante esistente una doppia membrana impermeabile. Quest’ultima è stata poi fatta risvoltare sui lati verso l’alto, in modo da proteggere anche le parti laterali del muro poste al contatto con il terreno.
Al fine di non compromettere la stabilità dell’edificio, questa operazione è stata realizzata per piccoli tratti distanti uno dall’altro fino ad ottenere una fondazione continua. La stessa operazione di sottofondazione e isolamento vista sopra è stata eseguita anche sui pilastri in tre fasi successive per ciascun pilastro, partendo dai lati fino all’interno.
Il vespaio aerato
All’interno della cascina, al livello delle fondazioni, è stato realizzato un vespaio aerato, ovvero un’intercapedine dotata di un sistema si aerazione che, attraverso un sistema di prese d’aria e di canne, prende aria poco al di sopra del livello del terreno e la porta fino al tetto attraversando il vespaio. In tal modo si sfrutta l’effetto camino che fa circolare l’aria nel vespaio mentendolo asciutto.
Le murature portanti
Le murature della cascina sono costituite da file alternate di mattoni di laterizio e ciottoli di pietra. Essi sono legati da una malta povera costituita da poca calce, l’elemento che conferisce dà coesione alla malta, e ricca di argilla, con che non ha spiccate proprietà strutturali. Per rendersi conto della consistenza di questa malta, basta pensare che essa può essere sbriciolata con le dita.
Tale natura delle murature ha comportato la limitazione delle demolizioni, un consolidamento superficiale e interventi di cucitura per eliminare le discontinuità. Il consolidamento superficiale ha comportato la pulitura a fondo i giunti per rimuovere le parti incoerenti della malta originaria, la posa di una rete metallica e la stesura di uno strato di intonaco a base di cemento.
Tale operazione è stata eseguita negli ambienti interni. Per quanto riguarda l’esterno, al fine di migliorare la traspirazione delle murature, al posto della malta di cemento verrà utilizzata malta di calce idraulica. Così facendo si darà modo all’umidità residua ancora presente nelle murature di evaporare all’esterno tramite la traspirazione.
Come accennato più sopra, si è reso inoltre necessario un grosso lavoro di ricucitura delle murature per la presenza di numerose discontinuità come, ad esempio, i camini posti nelle murature trasversali che erano stati murati con semplici tavolati di mattoni forati non portanti, lasciando all’interno ampi spazi vuoti.
Gli archi
Un altro elemento caratterizzante la cascina sono gli archi in mattoni posti al piano terra, sui quali si impostano gli impalcati lignei del primo piano. Essi sono stati conservati così come le murature soprastanti. Al di sotto di degli archi è stato posto una sottile muratura portante al fine di consolidarli mantenendone comunque leggibile il caratteristico profilo ribassato da entrambe i lati.
Gli impalcati lignei
Gli impalcati lignei sono gli elementi che caratterizzano maggiormente la cascina. Essi costituiscono i solai, il tetto, la loggia e il portico. Si ritiene che il legname antico sia uno degli elementi più espressivi dell’anima di questo edificio, pertanto gli impalcati originari sono stati preservati e consolidati. Successivamente si procederà al loro restauro mediante operazioni di pulitura, di armonizzazione cromatica e di protezione, nel rispetto della patina originaria.
Per quanto riguarda i solai, le operazioni di consolidamento strutturale eseguite sono le seguenti. La posa di travi di acciaio al di sotto dei solai a sostegno dei travetti. Il rinforzo effettuato dal di sopra mediante la realizzazione di un massetto in calcestruzzo armato collegato con connettori d’acciaio al vecchio impalcato.
Per quanto riguarda l’orditura grossa in rovere del tetto della loggia, è stato necessario sostituire alcune travi perché non avevano una sezione sufficiente per sostenere i nuovi carichi di esercizio. Sono quindi state reperite vecchie travi in rovere di caratteristiche simili a quelle originarie.
L’orditura secondaria, ovvero i travetti e l’assito, è sostituita perché non era idonea ai requisiti del nuovo manto di copertura ventilato ed isolato.
Per quanto riguarda gli impalcati del corpo minore che si affaccia sulla via Contessa Piazzoni, si è resa necessaria la sostituzione di gran parte di essi. Ciò in quanto quella parte di edificio versava in condizioni di fatiscenza. Al primo piano sono state posate nuove capriate in sostituzione delle murature portanti preesistenti al fine di avere una maggiore libertà nella configurazione degli ambienti sottostanti.
L’ampliamento di nuova edificazione
La parte in ampliamento è stata realizzata con le stesse tecniche costruttive della parte esistente, ovvero con murature portanti in laterizio e impalcati lignei costituiti da travi, travetti e assito. Il calcestruzzo armato è stato utilizzato solo per alcuni elementi strutturali quali le scale e le travi ad arco dell’androne. Tali elementi strutturali verranno intonacati e saranno comunque riconoscibili al fine di preservare l’autenticità della struttura.
L’unica eccezione riguarda le travi ad arco in calcestruzzo armato che contraddicono il principio tale principio in quanto simulano l’arco in mattoni senza esserlo. Tuttavia non aveva senso realizzare costosissimi archi in mattoni per poi rivestirli con l’intonaco. Peraltro, lasciarli a vista non sarebbe stato è coerente dal punto di vista filologico, in quanto storicamente le murature, compresi gli archi, venivano ricoperte dall’intonaco al fine di proteggerle. Tutti gli archi originali della cascina preesistente sono infatti intonacati.
